Viaggio nel bon ton del matrimonio: le partecipazioni

Galateo, bon ton, tradizioni, consuetudini e credenze, White Sposa ed Emanuela Caglio - wedding  event planner - vi propongono un viaggio nelle regole da rispettare per un perfetto giorno del sì.  Proseguiamo il nostro viaggio con “Le Partecipazioni”.

Foto: Dizeta.eu

Stabilita la data delle nozze, è necessario che la sposa inizi a pensare, in collaborazione con lo sposo, all’organizzazione del fatidico giorno. Prima di tutto, scegliere le partecipazioni.

E qui sorge spontanea la domanda: “Chi invitare?”
Non è facile decidere questo, inoltre vanno tenute ben presenti 2 parole d’ordine : Obbligo e Semplicità

OBBLIGO: nello stilare la lista delle persone che vorremmo presenti in quel bellissimo giorno, siamo, secondo il galateo, obbligati ad invitare persone che sinceramente magari conosciamo appena o con le quali non abbiamo stretti rapporti giornalieri. Il galateo, infatti stabilisce, che ad un invito ricevuto segua di rigore il proprio. L’obbligo in tal caso non è solo degli sposi, unici e veri protagonisti della giornata, ma anche dei genitori. Quindi, seppur con un pizzico di disapprovazione, si deve dare spazio anche a persone a volte poco conosciute.

SEMPLICITÀ: è la parola d’ordine che riguarda lo stile della partecipazione. Semplicità inteso come sinonimo di eleganza e raffinatezza. Semplice e pulita, la partecipazione è sempre di grande effetto. Dobbiamo ricordare che la stessa è  “il biglietto da visita del matrimonio”, infatti da questa si capisce lo stile ed il tono che viene dato a questo evento, così unico ed importante per gli sposi.

Nella stesura del testo sono banditi tutti i titoli accademici ed onorifici, ma soprattutto quando una famiglia risulti più “illustre” dell’altra. Questo per evitare il così detto effetto “Cenerentola/o”. Infatti, sino ad alcuni decenni fa, il galateo prevedeva il solo inserimento dei titoli nobiliari, oggi ormai anche questa regola è caduta in disuso.