Scegliere testimoni, damigelle e paggetti: come accontentare tutti (o quasi)

Decidere a chi affidare il ruolo di testimone, damigella o paggetto tra parenti stretti ed amici di una vita, non è così semplice. Leggi i nostri consigli per aiutarti a fare la scelta più giusta senza offendere o scontentare nessuno.

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Il matrimonio è un atto che sancisce l’unione di due persone rendendole marito e moglie. Eppure, salvo rarissimi casi, non si svolge mai alla presenza dei due soli sposi: le persone coinvolte emotivamente sono in realtà molte di più. I genitori degli sposi, ovviamente. Ma anche i fratelli e le sorelle, i parenti più stretti, gli amici più intimi, i colleghi più affiatati. Queste persone costituiscono il “cast” principale delle nozze, ciascuna con il proprio ruolo ben definito, dal paggetto alla damigella, dal testimone alla damigella d’onore.

Gli sposi, come bravi registi, dovranno occuparsi di assegnare le parti. Ma come gestire le tante candidature senza offendere o scontentare nessuno?

 

Foto: UGS Photo - Umberto Gavazza Sarubbi - Asti


Il problema si pone soprattutto quando gli sposi provengono da famiglie numerose, con molti fratelli che ambiscono al ruolo di testimone. Oppure quando gli amici e le amiche più intime sono più di due, che è il numero consentito per le cerimonie religiose (nel rito civile però la scelta si riduce a un testimone a testa).

In queste situazioni, una soluzione furba può essere quella di ricorrere al rito nuziale anglosassone, che prevede, oltre alla presenza dei testimoni, anche quella delle damigelle adulte, coordinate dalla damigella d’onore, e di paggi adulti per lo sposo. A loro possono essere affiancati paggetti e damigelle bambini, per fare felici anche i parenti più piccoli o i figli degli amici più cari.

 

Foto: Galleria d'Arte Scarano - Falciano del Messico (CE)

 

Accanto agli onori, ognuno di questi ruoli comporta anche degli oneri (piacevoli), che di fatto sono gli stessi dei testimoni: organizzare gli addii al nubilato e al celibato, dare una mano nei preparativi, aprire e chiudere il corteo nuziale, custodire il kit d’emergenza per la sposa e così via.

A chi affidare queste responsabilità, e soprattutto questa investitura? La scelta è assolutamente libera e personale: ci sono amicizie che durano da una vita e altre nate in epoca recente ma altrettanto speciali, oltre naturalmente ai legami parentali più sentiti.

In genere, paggi e damigelle adulti fanno parte dello stesso gruppo di amici e si frequentano abitualmente anche fuori dal matrimonio, ma nulla vieta di unire per un giorno persone diverse – un’amica, una sorella, una cognata – a condizione che non ci siano dissapori tra loro.


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Per lo stesso motivo, è meglio evitare di dividere coppie o trittici di amici ben rodati: perché promuoverne uno e escluderne un altro? Dopotutto, in questi casi, è sempre meglio abbondare. La tradizione, però, vuole che paggi e damigelle siano sempre in numero pari e mai superiore a otto.

Se nemmeno con queste cifre riuscite ad accontentare tutti, sappiate che avete ancora un’altra carta da giocare, ed è forse la più importante: in caso di matrimonio civile, potete chiedere di far celebrare il rito ad una persona a vostra scelta. La legge italiana, infatti, stabilisce che ogni cittadino eleggibile può celebrare un matrimonio civile. Se decidete di optare per questa scelta, parlatene con il/la diretta interessata in un momento di intimità, manifestandogli il vostro piacere nel proporgli questo ruolo, ma senza farlo sentire in obbligo e senza offendervi in caso di rifiuto.

Parlare in pubblico non è da tutti, soprattutto in una situazione così emozionante e carica di significati.