Testimoni di nozze: doveri e requisiti

Quali sono i compiti dei testimoni di nozze? Quanti se ne possono avere? Devono essere battezzati? Tutte le risposte nella nostra guida!

Foto: Roberto Pedi Fotografo - Martignaccio (UD)

Essere testimoni di un matrimonio non significa solo curare con più attenzione il look o occuparsi di organizzare gli addii al nubilato e al celibato. Forse non ci avete mai pensato, ma senza i testimoni il matrimonio non può nemmeno avere luogo: sia nel caso del rito civile che di quello religioso, è indispensabile la presenza di almeno un testimone per ciascuno degli sposi al fine di legalizzare l’unione. Più precisamente, i testimoni sono coloro che attestano formalmente, e quindi anche giuridicamente, che il matrimonio è avvenuto regolarmente e che gli sposi hanno espresso il loro consenso voluto e libero.

La scelta dei testimoni, quindi, è molto importante per la coppia, e va comunicata ai diretti interessati con largo anticipo. Sia che ci si sposi in chiesa oppure in municipio, i testimoni possono anche essere più di uno per parte - di solito due - purché siano in numero uguale per entrambi. Altro requisito fondamentale è che siano in possesso dei diritti civili, e ovviamente che siano maggiorenni.

 

Foto: Roberto Pedi Fotografo - Martignaccio (UD)

 

E nel caso di cerimonia religiosa?
Contrariamente a quanto molti pensano, i testimoni di nozze non devono necessariamente essere stati battezzati, comunicati e cresimati. La fede cattolica, la ricezione dei sacramenti e il non essere divorziati sono infatti requisiti che vengono richiesti solo ai padrini e alle madrine di Battesimo e Cresima.

Il testimone di un matrimonio cattolico, viceversa, non deve per forza essere credente o battezzato perché il suo ruolo è solo giuridico e in nessun modo religioso. Gli unici requisiti richiesti sono il possesso della cittadinanza italiana e la maggiore età, insieme all’ovvia regola che i testimoni devono essere capaci di intendere e di volere perché devono appunto testimoniare che gli sposi abbiano dato il loro consenso libero. La loro condizione di vita privata e il loro credo religioso non sono influenti ai fini dello svolgimento del compito del testimone; l’unica variabile è la possibilità o meno di partecipare al rito dell’Eucarestia durante la cerimonia.