Sposi e gioielli: i 7 comandamenti del bon ton

Abbondare è meglio che deficere, dicevano i latini. Ma quando si tratta di gioielli per le nozze, meglio affidarsi all’insegnamento di Coco Chanel: la vera eleganza non si deve vedere. Pochi ma buoni, insomma, e con qualche attenzione per le (poche) norme di galateo rimaste.

 

Regola 1: non tutto insieme. La tradizionale parure composta da bracciale, collier e orecchini coordinati, per quanto preziosa o di famiglia, non è adatta per un matrimonio religioso: limitatevi a scegliere uno dei tre pezzi, o al massimo due se l’abito è DAVVERO molto semplice.

Nel dubbio, è meglio scegliere orecchini e bracciale piuttosto che orecchini e collana, che risultano visivamente troppo vicini.

 

Regola 2: pendenti ma non troppo.

Anche con un’acconciatura raccolta che lascia scoperte le orecchie, i pendenti troppo lunghi sono da evitare: molto meglio il classico punto luce o al massimo una monachella.

Regola 3: la scelta delle pietre. I diamanti, piccoli e discreti, in genere sono la soluzione più sobria e raffinata. Vero è, però, che si può optare anche per altre pietre preziose, purché siano abbinate con la tonalità dell’abito e con i colori della sposa.

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