Matrimonio in vista: chi invitare… e chi no!

Ex fidanzati, colleghi, lontani parenti… chi invitare al matrimonio e chi no? Una guida per aiutarti a stendere la lista degli invitati senza stress e discussioni.

Foto: da blog.snapable.com

Alcuni lo trovano divertente. Altri, insopportabile. Stilare la lista degli invitati è uno dei compiti più importanti nell'organizzazione di un matrimonio, ma può anche rivelarsi fonte di stress e discussioni. Che fare con la vecchia zia, i colleghi, i compagni di calcetto, gli ex fidanzati? Ecco qualche suggerimento salva-coppia.

1. Gli “indispensabili”.
Sono ovviamente i parenti e gli amici più stretti, ma questo non facilita le cose. Prendiamo ad esempio le famiglie allargate, sempre più diffuse: come ci si deve comportare con i nuovi eventuali compagni dei genitori separati? E con gli eventuali parenti acquisiti?

Il galateo vorrebbe che l’invito fosse esteso a tutti, ma prima ancora deve entrare in campo la sensibilità nei confronti dei diretti interessati. L’ideale sarebbe organizzare un tête-à-tête con i genitori e definire con loro, di comune accordo, chi invitare e chi no (possibilmente senza veti sulla disposizione nei tavoli che renderebbero il tableau de marriage un vero rompicapo!).

2. Gli amici single: da soli o accompagnati?
Tutte le coppie di sposi hanno nel carnet un gruppo più o meno nutrito di amici e amiche single. Il che in teoria non dovrebbe creare problemi, a meno che non siano gli invitati stessi a farsene. Tradotto in pratica: se l’amica storica preferisce presentarsi accompagnata da un collega-presunto-flirt, vietarglielo sarebbe poco carino. E pazienza se voi vedete già il conto del rinfresco lievitare a causa di perfetti sconosciuti: il galateo invita alla generosità, non ci sono dubbi in proposito.

 

Foto: Michele dell'Utri -Milano

 

3. Gli/le ex, un campo minato.
Magari nella vita di tutti i giorni siete una coppia aperta ed emancipata, capace di convivere con presenze comunque ingombranti come i reciproci ex in versione amici di ritorno. Ma siete davvero sicuri di voler condividere con loro il vostro giorno più importante? Parlatene apertamente e senza sensi di colpa, ma cercando la via del dialogo costruttivo: troverete certamente la soluzione che fa per voi.

4. Colleghi & Co, occhio all’effetto domino.
Si comincia con il capo - vuoi non invitarlo? – si prosegue con i colleghi d’ufficio e si finisce per invitare l’intera azienda: è un classico, che si può applicare anche agli amici meno assidui. Dai compagni di scuola all’intera rubrica del telefono il passo è pericolosamente breve!

Per evitare uno sgradevole effetto domino, con serissime ripercussioni sul vostro budget e sulla vostra stabilità emotiva (della serie “perché il mio futuro marito/moglie ha più amici di me?”), ponetevi fin da subito dei limiti: niente capi e colleghi a meno che non siano DAVVERO degli amici, niente conoscenti o parenti di quarto grado a meno che non li frequentiate assiduamente. Per le rimpatriate o le cene aziendali ci saranno altre occasioni…