Matrimonio civile: tutto quello che c’è da sapere

Documenti, fasi del rito, location… se il vostro sarà un matrimonio con rito civile, ecco tutto quello che dovete da sapere!

Foto: Villa Corti - Pietranica (CR)

Secondo una delle ultime ricerche dell’ISTAT sui matrimoni in Italia risalente al novembre 2015, il 43% delle nozze nel nostro paese è celebrato con rito civile e in particolare al Nord (55%) e al Centro (51%) il matrimonio civile supera quello religioso. Come funziona dunque un matrimonio civile?

Documenti per il matrimonio civile
Come prima cosa dovrete presentarvi all' Ufficio Matrimoni o di stato civile del comune con i vostri documenti d’identità. Non è necessario andare in coppia, basterà, infatti, anche uno solo di voi o addirittura una terza persona munita di una delega a eseguire le pubblicazioni firmata da entrambi i futuri sposi.

Accertato l’effettivo stato di libertà da vincoli di precedenti matrimoni e poi la reale consapevolezza di entrambi gli interessati, le pubblicazioni, con le generalità dei promessi e il luogo di celebrazione delle nozze, verranno esposte per 8 giorni alla Porta della Casa Comunale dei comuni di residenza di entrambi i futuri sposi.

Trascorsi 3 giorni dopo il termine delle pubblicazioni, l’Ufficiale di Stato Civile, se non sono state presentate opposizioni, rilascia il “nullaosta” al matrimonio, che dovrà essere celebrato entro 180 giorni dalla scadenza della pubblicazione, pena la decadenza di validità dei documenti.

Documenti per stranieri
Esistono alcune eccezioni. Se uno dei due fidanzati, ad esempio, non è italiano è necessario procurarsi un nullaosta o un certificato di capacità matrimoniale per cittadini stranieri, che sono rilasciati dall’autorità diplomatica competente del proprio paese.

 

 

Inoltre, se non ci sono convenzioni internazionali tra l'Italia e lo Stato di appartenenza dello sposo o della sposa che ne stabiliscano l'esenzione, il nullaosta deve essere legalizzato in Prefettura.

Dal 2011 questo vale anche per i cittadini stranieri non appartenenti all’Unione Europea, che invece prima dovevano esibire un regolare permesso di soggiorno, ora non più grazie ad una sentenza (245 del 20 luglio 2011) della Corte Costituzionale.

Italiani residenti all’estero
C’è poi il caso dei cittadini italiani residenti all'Estero. Se entrambi gli sposi sono residenti all'estero e iscritti all'AIRE, l’anagrafe dei cittadini italiani residenti all'estero, le pubblicazioni di matrimonio vanno eseguite rivolgendosi al Consolato Italiano competente per territorio rispetto all'indirizzo di residenza. Se uno solo degli sposi è residente all'estero e iscritto all'AIRE, mentre l'altro è residente in Italia, le pubblicazioni possono essere fatte indistintamente presso il Consolato o presso il Comune di residenza.