Matrimonio civile o religioso: quali sono le differenze?

Qualche spunto di riflessione e le differenze, sia religiose che legali, per scegliere il rito più adatto alla vostra coppia.

Matrimonio civile o religioso? Ci sono coppie che su questa scelta non hanno dubbi fin dall’inizio. Per tutte le altre, ecco qualche utile spunto di riflessione prima di arrivare alla decisione definitiva.

Questione di fede
La prima cosa da valutare può sembrare la più scontata, ma non lo è: se entrambi i futuri sposi sono credenti e praticanti, sposarsi in chiesa secondo gli insegnamenti della religione cattolica sarà per loro il completamento di un percorso spirituale cominciato con il corso per fidanzati e ancora prima con la somministrazione dei sacramenti. Gli incontri che le parrocchie organizzano per avviare gli sposi al matrimonio possono durare da qualche settimana a qualche mese e sono obbligatori per ricevere il rito religioso: questo aspetto va valutato con attenzione sia in termini di tempo che di motivazione personale.

Cerimonia solenne oppure smart?
Le nozze religiose sono certamente più suggestive e solenni di quelle civili, che però possono essere comunque personalizzate dagli sposi con musica, letture e allestimenti ad hoc. A fare la differenza è anche la durata: la cerimonia religiosa, ancor più se cantata, dura molto di più di quella celebrata in Comune al cospetto del sindaco o di un pubblico ufficiale.

Invitati: taglia SMALL oppure XL?
Le cerimonie civili, oltre ad essere generalmente più informali, si svolgono di solito in sale consiliari o comunali dalle dimensioni contenute: questo è un aspetto da tenere in considerazione se prevedete di avere centinaia di invitati. Si possono trovare anche location più ampie e scenografiche come le ville patrizie di proprietà comunale: informatevi per tempo circa le liste d’attesa, che possono anche essere molto lunghe.

Ci sono anche differenze legali
Gli effetti del matrimonio religioso sono uguali a quelli del matrimonio civile. Cambiano, però, le condizioni che possono portare ad un eventuale annullamento. Se il matrimonio civile può essere annullato solo in casi particolari che si verificano raramente, quello religioso è soggetto ai presupposti propri del suo essere un sacramento.

Se uno dei coniugi non è intimamente convinto che il matrimonio sia un vincolo indissolubile, non desidera avere figli o si riserva di non essere fedele, si può chiedere ad un tribunale ecclesiastico l’annullamento delle nozze, a cui potrà seguire una valutazione dello stesso tipo da parte dello Stato. Viceversa, un matrimonio religioso annullato civilmente con il divorzio non è ritenuto nullo dalla Chiesa: è il motivo per cui non ci si può sposare due volte con rito religioso.