Lavoro o faccio la mamma?

Un sondaggio per capire se donne che lavorano e donne che fanno filgli possono coesistere e se una situazione condiziona e pregiudica l'altra. E voi di quali donne fate parte? Raccontateci la vostra esperienza.

Donne che si sposano, donne che fanno figli, donne che lavorano. Ancora oggi le tre affermazioni, insieme, spesso fanno fatica a esistere, o a resistere. C’è chi ritarda il matrimonio perché non trova lavoro, o chi ritarda la maternità perché ha appena trovato il lavoro, e chi non fa figli perché sta facendo carriera. E c’è sempre chi non ha più il lavoro perché ha un figlio. Poi c’è chi sceglie: o il lavoro o il figlio. E chi, con fatica e coraggio, affronta tutte due. 

 

In Italia il tasso di occupazione femminile è più basso del 12% rispetto all’Unione Europea, ed è nella fascia di età 25-44 anni che appare il forte divario occupazionale tra donne single o sposate senza figli, e mamme, si legge in “Italia 2020 – Programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro”, presentato recentemente a Palazzo Chigi dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna e dal ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi.

 

La maternità (e ancor prima la gravidanza) sembra ancora un “intralcio” al lavoro femminile. Vorremmo sentire il vostro parere e conoscere le vostre esperienze attraverso le risposte che darete alle domande del nostro sondaggio.

 

Chiedete alle vostre amiche, mamme e/o lavoratrici, di partecipare alla nostra inchiesta sul mondo del lavoro femminile, faremo commentare i risultati a Francesca Rigotti, filosofa, docente di Dottrine e istituzioni politiche all’Università di Lugano, autrice del libro Partorire con il corpo e con la mente (Bollati Boringhieri, 16 euro).


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